UNA TIGRE PER AMICA

Miaaaoooooooo!!!
Miaaaoooooooo!!!
Guai a chi non risponde a questo avvertimento!
Insistente, continua nel suo fermo proposito: il suo stomaco è vuoto ed
esige immediatamente qualcosa dal suo padrone.
Ma che dico, padrone!
Lo sanno tutti che i gatti rimangono sempre delle piccole tigri e non si
sottometteranno mai a nessuno.
Piuttosto sono loro, che con movimenti felpati, gesti adulatori e dolci
miagolii che hanno saputo conquistarsi un amico che gli procura, oltre
all'affetto, vitto e alloggio.
Forse mi prenderete per matta quando dico che non si faranno mai
assoggettare da nessuno: il mio micetto risponde quando lo chiami, piega le
orecchie dispiaciuto se lo sgrido… direte voi.
Ma se state bene attenti, vi accorgerete che non riuscirete mai ad avere il
sopravvento sulla loro indole ancora libera.
Addomesticato sin dai tempi degli antichi Egizi, il gatto ha percorso una
sua strada, sempre molto vicina a quella dell'uomo, ma mai la stessa.
Prima che il gatto fosse accettato come compagno della vita di tutti i
giorni, le varie culture susseguitesi nel tempo hanno visto in lui
un'identità nascosta.
A volte associata a spiriti demoniaci, a volte a dei benevoli, ma sempre
questo magnifico animale ha risvegliato la fantasia umana con il suo fare
un po' distaccato, con la sua sorprendente agilità, ma anche con i suoi
sentimenti d'affetto verso l'uomo.
Dietro gli occhi sornioni dei gatti sembra celarsi il ricordo di una vita
in mezzo alle savane, dove ogni istante si trasforma in una lotta per la
sopravvivenza.
I loro occhi calamitati hanno un fascino remoto e arcano, che sembra
ispirare fiducia e pacatezza e, nello stesso tempo, inquietudine e
freddezza.
Se li obblighiamo in un appartamentino monolocale, i loro occhi esprimono
profonda amarezza, sono nostalgici, ma se li coccoliamo, accontentiamo i
loro piccoli vizietti, i loro occhi si spalancano e sprizzano gioia e
incredibile vivacità.
Oggi, giocherellone e un po' disubbidiente, passeggia per la casa con aria
da padrone e sembra, a volte, scrutarci a fondo, quasi con disprezzo, ma
anche con profonda ammirazione.
Sembra volerci comunicare quanto sia inimmaginabilmente bello condurre
un'esistenza da… vagabondo, correndo a perdifiato per i boschi,
rubacchiando qualcosa alle anziane signore intente dietro ai fornelli,
cacciando topolini e animaletti, regnando incontrastato sul proprio
territorio.
Proprio come Romeo, il micione dall'accento romano che faceva innamorare
l'altezzosa Duchessa con la sua spensieratezza, la sua rustichezza.
Combattivi come le loro cugine tigri, affezionati come i possenti leoni,
fulminei come il velocissimo ghepardo, solitari e un po' superbi come gli
stupendi leopardi.

Nel gatto convivono due realtà diverse, che possono sembrare
contraddizioni, ma sono invece caratteri speciali che lo distinguono.
È passato indenne attraverso le persecuzioni medievali, dove era il simbolo
del diavolo e della malignità, ha vinto la dura battaglia contro
l'evoluzione, ha vinto, con le sue doti  felinamente umane, l'uomo.
Nessuno potrà impedirgli di vagare libero, indisturbato per i campi, di
farsi le unghie su divani e tappeti.
Perché lui è Gatto.
Essenza della libertà.
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